Buongiorno, la schiappa sono io. Il weekend spesso lo dedichiamo ai trekking (facili, sia mai) e 5 anni fa avevo già percorso tutto il giro dei cinque laghi, salendo Ovviamente in funivia e scendendo mio malgrado a piedi, dopo il lago Nambino.
Posso dirlo? La ricordavo più facile! Ecco perché ho deciso di scrivere questo buffo articolo. Qui non troverai indicazioni di percorso o informazioni tecniche, ma un racconto più o meno preciso di quella che è stata la mia reale esperienza, così che non arrivi a fine percorso zoppicando :D.
Sei un buon camminatore, un buon escursionista? Passa avanti al prossimo articolo, qui trovi solo le mie pene.
Dunque dunque dunque, come prima cosa abbiamo parcheggiato la macchina, ahimè nel parcheggio più caro di Campiglio perché ci eravamo un po’ stufati di girare. Per 5-6 ore della durata della camminata è arrivata una stangata da 26€.
Paghiamo la funivia al costo della sola salita (corsa singola) per la Cabinovia 5 Laghi a Madonna di Campiglio per un totale di 15,00 € ed in un batter d’occhio arriviamo alla prima tappa. Se siete schiappe come me e ve lo state chiedendo, no, non fa particolarmente paura la salita su questa funivia.
Il primo dei cinque laghi è davvero vicino – talmente facile arrivarci che ti fa partire con la carica giusta e con la convinzione che sarà sempre così. Il primo laghetti te lo godi da tutti i lati, fin dall’alto. Goditelo perché probabilmente sarà anche quello più illuminato.
E da qui parte la vera scarpinata. La prossima ora e mezza sarà tutta in salita sui massi, però che panorama! E cammina cammina, per le prossime 3-4 ore avrai la possibilità di vedere tutti gli altri laghetti. Qualcuno è più nascosto e richiederà una deviazione – andata e ritorno – per poterlo ammirare, valuta tu. Io dopo il terzo lago ho dato forfait, ma tu non te ne accorgerai dalle foto qui di seguito, perché comunque i laghetti si assomigliano molto.
Ho tenuto duro, non ho mollato, perché l’ultimo è sempre stato uno dei miei preferiti (si si, sarei potuta arrivarci comodamente dall’altra parte senza fare questo girone infermale).
Il problema per me è iniziato dopo il quarto lago, in direzione appunto del Lago Nambino. Non arrivava mai! Mai, mai mai. Prima dell’ultima tappa infatti inizia una discesa taglia-gambe, e questa volta abbiamo trovato un percorso poco agibile, probabilmente causa pioggia dei giorni precedenti. I nostri compagni di avventura, che il giorno precedente avevano già affrontato un dislivello non indifferente (più di 700 metri) hanno avuto qualche difficoltà con le ginocchia, che ne hanno risentito non poco. Io ne sono uscita come un maialino il primo giorno di libertà – tutta coperta di fango – perché era dappertutto e per scendere da quei grossi scalini delle volte, per non scivolare, ho dovuto poggiarmi per terra. Ah, si scivola tantissimo quando il terreno è così, quindi munitevi di scarponi con una bella suola, evidentemente la mia era anche fin troppo consumata, e per il timore di cadere andavamo tutti pianissimo.
Ma eccoci finalmente arrivati alla meta, il mio amato Nambino. E niente, ogni volta che lo visito sono le 17.00 passate e il sole è sempre ormai lontano, così non me lo godo mai veramente. Tempo di rifocillarci con le torte del rifugio (buonissime!!), piedini nel lago freddissimo per farli riprendere e via che si scende, prima che faccia buio.
Alla fine si, tra una pausa e l’altra 5-6 ore le abbiamo impiegate. Questo articolo, oltre che per raccontarvi la mia esperienza, è l’ennesimo ammonimento. Qui per ricordarvi di non sottovalutare mai la montagna. Tenete quindi presente che se avete in mente di fare questo percorso, ma non siete abbastanza allenati, che forse è il caso prima di allenarvi in altre circostanze. Che le ginocchia ne risentono sopratutto in discesa, e che anche se nel giro sono segnalati meno di 400 metri di dislivello, alla fine tra una camminata e l’altra a noi ne son stati segnati circa 700. Altra cosa da non sottovalutare, oltre alle scarpe (devono essere da trekking ed avere la punta duraaaa altrimenti sai che male al ogni masso che prendete!) di portare sempre non solo una maglia termica ed il suo cambio, ma anche una felpa termica ed una giacca. Sì, felpa + giacca antivento anche ad agostooo (questo ogni volta me lo devo ricordare anche io) perché qui si sale molto!
Buon trekking!
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